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Reviews

Guido Folco, Italia Arte 2013
Lucia Filippi realizza una sperimentazione materica utilizzando particolari strumenti per creare un apparente universo di caos e vitalità. L’energia sprigionata dall’opera appare come un elemento esplodente e dinamico, in continua trasformazione. Abituata a lavorare con i pigmenti e con la materia, Lucia Filippi crea, a volte modella, strutture tridimensionali, quasi dei mondi perfettamente autosufficienti, artisticamente armoniosi e potenti. Altre volte, un supporto diventa elemento fondante del lavoro, come una pittoscultura che dialoga con lo spazio circostante, superando il confine della superficie artistica per esprimersi unicamente con le vibrazioni cromatiche esondanti e ritmiche nella loro sequenza, solo apparentemente irrazionale, piuttosto incontenibilmente libera. Lucia Filippi adotta quindi un linguaggio universale e allo stesso tempo spiazzante, inaspettato e sorprendente, grazie alla coraggiosa ed azzardata sintonia dei contrasti, una musica sincopata che si eleva ad equilibrio e sintesi dell’anima.

Guido Folco, Italia Arte 2013
Lucia Filippi faces a material experimentation using special tools to shape a universe of apparent chaos and vitality. The energy released by the work appears as an explosive and dynamic, ever changing element. Used to working with pigments and matter, Lucia Filippi creates, sometimes models, three-dimensional structures, almost completely self-sufficient worlds, artistically harmonious and powerful. Other times, a holder becomes a basic element of the work, as a pictosculpture that communicates with the surrounding space, surpassing the boundary of the surface to achieve an artistic expression only through the outcoming vibrations, chromatic and rhythmic in their sequence, seemingly irrational, rather irrepressibly free. Lucia Filippi adopts a universal and at the same time surprising language, unexpected and aamzing, thanks to the brave and daring harmony of contrasts, a syncopated music that rises to balance and synthesis of the soul.

Guido Folco, Italia Arte 2013
Lucía Filippi produce una experimentación material utilizando herramientas especiales para crear un mundo aparente entre caos y vitalidad. La energía liberada en este trabajo aparece como un elemento explosivo y dinámico, en constante cambio. Acostumbrada a trabajar con pigmentos y con el material, Lucia Filippi crea , a veces modela, las estructuras tridimensionales de mundos casi perfectamente autosuficientes , artísticamente armoniosos y potentes. Otras veces, un soporte se convierte en un elemento básico de la obra, como Pittoscultura que interactúa con el espacio circundante, por encima del borde de la superficie para la expresión artística única con las vibraciones de color y desbordante rítmica en su secuencia , aparentemente irracional, absolutamente incontenible y libre. Lucia Filippi adopta un lenguaje universal y al mismo tiempo inesperado y sorprendente, gracias a la armonía valiente y audaz de contrastes, una música sincopada que se eleva al equilibrio y la síntesis del alma.


Guido Folco, 2015
RACCONTO PITTORICO TRA ANIMA E CORPO
L’arte di Lucia Filippi è come un viaggio alla scoperta del proprio Es, della propria intima sensibilità, ma anche dell’Altro, di luoghi amici e familiari, come dell’altrove, del lontano, dell’inconoscibile. Questa metafora dell’esistenza viene interpretata dal linguaggio pittorico dell’autrice attraverso un alfabeto di segni dinamici, istintivi, in continua trasformazione, ad indicare un percorso sempre nuovo della coscienza e della conoscenza del mondo. Il colore assume valenza primaria, come pure il segno, che scompagina e ricostruisce la suggestione mentale ed iconica della creatività. L’immagine figurata si dissolve in un labirinto gestuale e cromatico, fino a far emergere l’inconscio, il cuore e la passione che sempre anima gli autentici artisti. In questo modo Lucia Filippi ridisegna la mappa delle emozioni che l’accompagnano nel corso della vita, coinvolgendo l’osservatore, rendendo immagini fruibili i ricordi e le atmosfere conosciute e amate nei suoi viaggi ai confini del mondo. E’ questa sperimentazione condotta tra tempo e spazio, noto ed ignoto che permette all’artista di scardinare le convenzioni pittoriche, dando vita a un’originale e personalissima visione compositiva. Abituata a lavorare con i pigmenti e con la materia, Lucia Filippi crea, a volte modella, strutture tridimensionali, quasi dei mondi perfettamente autosufficienti, artisticamente armoniosi e potenti. Altre volte, un supporto diventa elemento fondante del lavoro, come una pittoscultura che dialoga con lo spazio circostante, superando il confine della superficie artistica per esprimersi unicamente con le vibrazioni cromatiche esondanti e ritmiche nella loro sequenza, solo apparentemente irrazionale, piuttosto incontenibilmente libera. Lucia Filippi adotta quindi un linguaggio universale e allo stesso tempo spiazzante, inaspettato e sorprendente, grazie alla coraggiosa ed azzardata sintonia dei contrasti, una musica sincopata che si eleva ad equilibrio e sintesi dell’anima. La sua sperimentazione materica si avvale di particolari strumenti per creare un apparente universo di caos e vitalità; l’energia sprigionata dall’opera appare come un elemento esplodente e dinamico, in continua trasformazione. Una tempesta dell’anima, o forse solo di qualche angolo sperduto del pianeta, dove l’artista ama recarsi per scoprire nuovi popoli e angoli di natura. E’ questa una delle muse ispiratrici di Lucia Filippi, che si lascia invadere dai profumi e dai colori di terre lontane, traendone ispirazione per i suoi lavori. Affascinata da paesi e popoli diversi e da paesaggi naturali dei quali coglie colori, suoni e materiali per i suoi dipinti, è una viaggiatrice esperienziale che si spinge negli angoli più remoti e lontani del mondo. Questa sua passione per la scoperta e l’esplorazione interiore va di pari passo con le tante e prestigiose presenze in tutto il mondo nell’ambito di mostre personali e collettive: Firenze, Torino, Montecarlo, Bonn, Baden-Baden, Londra, Parigi, Vienna, Barcellona, e poi Chicago e Miami, fino alla scoperta di mete esotiche e lontane come Pechino e Macau, per raccontare e svelarci non solo un po’ di se stessa e delle sue emozioni, ma anche l’universale ed eterno racconto della storia e dello spirito, di un’anima umana alla perenne ricerca della bellezza e dell’armonia.

Guido Folco, 2015
PICTURE TALE BETWEEN BODY AND SOUL
The art of Lucia Filippi is like a journey of self-discovery into your own id, into your sensitivity, but also into the Other, a discovery of friendly and familiar places as well as of the elsewhere, the distant and the unknowable. This metaphor of the existence is conveyed by the author through an alphabet of instinctive and dynamic signs, everchanging to show a truly new path of awareness and knowledge of the world. The colour takes on a primary importance as well as the line which upsets and reconstructs the mentale and iconic suggestion of creativity.The figurative image dissolves into a gestural and chromatic labyrinth to bring to light the unconscious, the heart and the passion that has always animated the true artists. This way Lucia Filippi redraws the map of the emotions that accompany her through life, captivating the viewer, turning into accessible images all the memories and atmospheres known and loved in hes travels to the ends of the earth. Indeed, this experimentation through time and space, the known and the unknown, allows the artist to dismantle the conventions of painting, creating an original and personal vision of the composition. Accustomed to working with pigments and matter, Lucia Filippi creates, sometimes models, three-dimensional structures, almost completely independent worlds, artistically harmonious and powerful. Other times a base becomes a main element of the work, like a pictosculpture that communicates with the surrounding space, overcoming the boundary of the artistic surface to express only through the chromatic vibrations, overflowing and rhythmic in their sequence, seemingly irrational, rather irrepressibly free.Lucia Filippi thus adopts a universal and challenging language, unexpected and surprising, thanks to the brave and daring harmony of contrasts, a syncopated music that rises to balance and synthesis of the soul. Her material experimentation uses special tools to create a universe of apparent chaos and vitality; the energy released from the work appears as an explosive and dynamic, everchanging element.A storm of the soul, or maybe just of some remote corners of the planet, where the artist likes to go to discover new populations and new nature corners. This one of the muses of Lucia Filippi, who lets herself be invaded by the scents and colors of distant lands, drawing inspiration for her work. Fascinated by different countries, people and natural landscapes of which she captures colours, sounds and materials for her paintings, she is an experiential traveller reaching the farthest corners of the world. Her passion for discovery and inner exploration goes hand in hand with many prestigious presences worldwide in solo and group exhibitions in Florence, Turin, Monte Carlo, Bonn, Baden-Baden, London, Paris, Vienna, Barcelona, and then Chicago and Miami, followed by the discovery of distant and exotic destinations such as Beijing and Macau, to tell and reveal not only a bit ‘of herself and her emotions, but also the universal and eternal tale of history and the spirit of a human soul in the everlasting search of beauty and harmony.

Guido Folco, 2015
CUENTO PICTORIAL ENTRA ALMA Y CUERPO
El arte de Lucía Filippi no es sólo un viaje en busca de su propio Ser, su propia íntima sensibilidad, sino también de los otros, de lugares, amigos y familiares, de lo lejano, de lo desconocido. Esta metáfora del lenguaje pictórico es interpretado por la artista a través de un alfabeto de signos dinámicos, instintivos, siempre cambiantes, siempre nuevos para indicar un camino de la conciencia y el conocimiento del mundo. El color adquiere una importancia primaria, así como el signo, lo que trastorna y reconstruye la sugestión mental y creatividad icónica. La imagen figurativa se disuelve en un laberinto gestual y cromático, con la finalidad de sacar el inconsciente, el corazón y la pasión que siempre ha animado a los verdaderos artistas. De esta manera Lucía Filippi vuelve a dibujar el mapa de las emociones que la acompañan durante la vida, con la participación del espectador, trasformando con imágenes accesibles la atmósfera y los recuerdos conocidos y amados en sus viajes a los confines de la tierra. Es este proceso di experimentación llevada a cabo entre el tiempo y el espacio, conocidos y desconocidos, que permite a la artista socavar las convenciones de la pintura, dando vida a la creación de una visión original y personal de composición. Acostumbrada a trabajar con pigmentos y con la materia, Lucía Filippi crea, a veces, modela estructuras tridimensionales, casi completamente mundos autosuficientes, artísticamente armoniosos y de potente alcance. Otras veces, un soporte se convierte en un elemento básico del trabajo, como pintura-escultura que comunica con el espacio circundante, superando los límites de la superficie artística para expresar únicamente las vibraciones cromáticas y rítmicas en su secuencia, aparentemente irracional, pero inconteniblemente libre. Lucía Filippi adopta un lenguaje universal y, al mismo tiempo, inesperado y sorprendente, gracias a la armonía valiente y audaz de contrastes, con una música sincopada que eleva al equilibrio y la síntesis del alma. En su experimentación con materiales utiliza herramientas especiales para crear un universo de caos aparente y vitalidad; la energía liberada de la obra aparece como un elemento explosivo y dinámico, en constante cambio y trasformación. Una tormenta del alma, o tal vez sólo un rincón remoto del planeta, donde la artista le gusta ir a descubrir nuevos pueblos y rincones de la naturaleza. Es esta una de las musas de Lucía Filippi, que se deja invadir por los olores y colores de tierras lejanas, trayendo inspiración para su trabajo. Fascinada por los países, pueblos y paisajes de los cuales capta los colores, los sonidos y los materiales para sus pinturas, es una viajera que llega hasta los rincones más lejanos del mundo. Su pasión por el descubrimiento y la exploración interior va de la mano con muchas experiencias en exposiciones de mucho prestigio en todo el mundo: Florencia, Turín, Monte Carlo, de Bonn, Baden-Baden, Londres, París, Viena, Barcelona y luego a Chicago y Miami, hasta el descubrimiento de destinos lejanos y exóticos como Beijing y Macao, para contar y mostrar no sólo un poco de sí misma y sus emociones, sino también el cuento universal y eterno de la historia y el espíritu de un alma humana siempre en la búsqueda de la belleza y la armonía.


Sabrina Falzone, ottobre 2013
DALL’EMOZIONE AL SEGNO
Nel libero scenario creativo di Lucia Filippi si respira un’atmosfera di spontanea espressività e nuova comunicazione. Il segno vibra di una forte ed atavica componente emozionale, che viene svelata dalla rapidità esecutiva e da una pennellata fluente in grado di catalizzare l’attenzione del fruitore.
L’ambizione all’essenza contraddistingue l’intero operato dell’artista vicentina, che si orienta verso una ricerca estetica dell’essenziale sia nelle scelte cromatiche, che nell’esecuzione pittorica. Pochi ma significativi dettagli vengono presi in esame, amabilmente inseriti sulla superficie pittorica per esprimere un affascinante viaggio di sensazioni che l’autrice compie per comprendere a fondo se stessa, un itinerario introspettivo dagli esiti esilaranti.
In un mondo dove superficialità e futilità sono all’ordine del giorno, Lucia Filippi interroga la sua voce interiore per conoscere i più reconditi luoghi del sé e con audacia apre il suo spirito a nuovi orizzonti cognitivi.

Sabrina Falzone, october 2013
FROM EMOTION TO SIGN
In the free creative scenario of Lucia Filippi you can sense an atmosphere of spontaneous expression and new communication. The sign vibrates through a strong and atavistic emotional component, which is revealed by the rapid execution and a fluent stroke which is able to attract the attention of the viewer.
The ambition to essence characterizes the entire work of the artist from Vicenza, who is oriented towards an aesthetic of the essential both in the choice of colors, and in the execution of the painting. Few but significant details are examined, nicely placed on the surface of the painting to depict a fascinating journey of feelings that the author makes to fully understand herself, an introspective journey with a hilarious outcome.
In a world where superficiality and futility are a commonplace, Lucia Filippi questions her inner voice to know the most hidden places of the self and boldly opens her mind to new cognitive horizons.

Sabrina Falzone, octubre 2013
DESDE LA EMOCIÓN HASTA EL DISEÑO
En el escenario creativo libre de Lucia Filippi se respira una atmósfera de expresividad espontánea y una nueva forma de comunicación. El diseño vibra con un componente emocional fuerte y atávico, que se revela por la rápida ejecución y por una pincelada fluída capaz de atraer la atención del observador.
La ambición de concentrarse sobre lo esencial, caracteriza toda la obra de la artista de Vicenza, que se orienta hacia una estética sustancial, tanto en las opciones del color como en la ejecución de la pintura. Pocos pero importantes detalles se tienen en cuenta, colocados atentamente en la superficie de la pintura, para expresar un fascinante viaje interno de sensaciones que la artista emprende realizando un viaje introspectivo de resultados emocionantes.
En un mundo donde la superficialidad y vanidad están a la orden del día, Lucia Filippi en cambio interroga a su voz interior, con la finalidad de llegar a conocer los lugares más escondidos de sí misma y con valentía abre su espiríritu a nuevos horizontes de cognición.


M. Mali, 2012
COLORE E MATERIA PROTAGONISTI ASSOLUTI NELL’OPERA
L’artista Lucia Filippi conduce in modo del tutto unico ed innovativo un simbolico e coscienzioso lavoro pittorico dove il colore, di raro impulso spirituale, unito al dirompente movimento della materia, forma un autonomo percorso ricco di brillante colloquio e valido temperamento. La profonda intensità della ricerca, che emerge istantanea nell’opera, vive di anima e poetica: la sua descrizione è accompagnata da frammenti, ricordi, immagini, segni e forme che trasmettono costantemente all’osservatore molteplici sensazioni ed emozioni. E’ un’arte altamente comunicativa, capace di esaltare appieno il colore e la materia, e che fa nascere, quasi come per un’esigenza personale da parte dell’artista, un insieme visivo ed intimistico di puro lirismo. L’osservazione della natura si fa materia corporea nell’opera della Filippi: memoria, fantasia, sole, terra, cielo si avvicendano in tutte le creazioni con una sensibilità ed una sperimentazione di tecnica magistrale che si distingue e che definisce un’arte informale di importante prestigio. Il colore, che nell’opera determina un’armonia di equilibrio di notevole suggestione, assume un’emozione visiva e spontanea di spiccata personalità, dove ogni elemento descrittivo è fortemente meditato. Spazio- luce- forma- colore e materia si espandono mirabilmente nelle due serie intitolate ” Light ” e ” Matter “, che godono di una viva intensità e sapiente organizzazione cromatica mai fine a se stessa. La Filippi, ancor giovane artista, ma con un’esclusiva padronanza di tecnica rivela, oltre che una sensibilità artistica non comune anche una costante evoluzione di linguaggio; è un dipingere, il suo, affrontato sempre con vigore e ricerca dí costruzione dove gli accostamenti, ben calibrati, sostengono una libertà di espressione assoluta fatta di tecnica personalissima e di un’ impostazione estremamente suggestiva, La serie “MATTER “, realizzata con la materia dell’acrilico su tela o tavola, pregnante di vari interventi di stucco, sabbia, stoffa, carta metallizzata, resina e spezie, materiali da lei abilmente manipolati, rivela un percorso di prorompente creatività dove le tinte calde quali l’oro, il rosa e il marrone godono di effetti incisivi e padroneggiano nell’opera in perfetta aderenza con le sue significazioni. L’artista Filippi con il suo preciso impianto progettuale e compositivo si lascia guidare dall’inventiva, dalla manipolazione della materia, dall’istinto e dalla libertà di composizione per dare così vita ad una stimolante e rigorosa indagine pittorica di pura essenza artistica. La serie “LIGHT “, composta da acrilico e resina su formica, riceve una concreta valenza narrativa dove si scoprono presenze cromatiche diverse dalla serie “Matter”: infatti il gioco delle tinte cambia, l’artista viene ispirata dalle tinte dei gialli, verdi, azzurri, ma anche neri, bianchi argenti, ed ecco che ritroviamo anche l’oro che impreziosisce le sue opere, sono tutte cromie piacevolmente accostate fra loro che vivono in modo armonico e vitale. Le pennellate ampie, accurate e ben stese sono mosse da una vibrazione seducente che dà una sapiente infinità di sfumature e rivela una valida capacità d’analisi sia del colore che dell’impostazione strutturale. Si respira nelle serie dell’artista Lucia Filippi un appassionato iter che, profondamente sperimentato ed impegnato, ci attrae per l’elegante senso estetico, per la ricerca di tecnica e per l’atmosfera contenutistica.

M. Mali, 2012
COLOR AND MATTER ABSOLUTELY BECOME THE PROTAGONISTS OF THE OPERA
The artist, Lucia Filippi, in a very unique and innovative way creates a symbolic and scrupulous, pictorial work. The color of a rare spiritual impulse, combined with the explosive movement of matter, form an autonomous path full of brilliant colloquy and good temperament. The deep intensity of the quest, quickly rising in this piece, exhibits soul and poetry. Its description is surrounded by fragments, memories, images, signs and forms that constantly convey to the viewer many different feelings and emotions. It is a highly communicative art, able to enhance the full color and texture of the work, and gives life, almost as a personal need of the artist. It is a visual ensemble of pure and intimate lyricism. The observation of nature is corporeal matter in the work of Filippi. Memory, imagination, sun, earth, sky are alternate to each other in all her creations. Everything is guided by a very special sensitivity and experimentation with a masterful technique that defines an art of an informal important prestige. The color, which creates in the all opera a balanced harmony of considerable charm, assumes a visual and spontaneous emotion of a strong personality, where each descriptive element is highly considered.
Space, light, form, color and matter expand admirably in the two series entitled “Light” and “Matter”, which enjoy a true intensity and color wise organization that never ends in itself.
The artist Filippi is still a young artist, but shows a unique mastery of technique that reveals not only an uncommon artistic sensibility but also a constant evolving language.
Her way of painting is always faced with force and research of construction. The well calibrated combinations support freedom of expression constructed from an absolute personal technique and an ‘extremely picturesque setting.
The series, “MATTER,” was created with acrylic on canvas or board. The artist has skillfully impregnated the work with various interventions of plaster, sand, cloth, foil, resin and spices. This process reveals a path of unbridled creativity where warm colors such as gold, pink and brown enjoy a decisive impact and perfect alignment with its meaning.
The artist Filippi with her accurate system of design and composition is guided by the inventive, manipulation of matter, instinct, and a compositional freedom. All these elements give life to a challenging and rigorous investigation of pure pictorial artistic essence.
The series, “LIGHT,” is composed of acrylic and resin on formica. The absoluteness of this piece tells a story when you contrast it to colors of the “MATTER” series. In fact, the play of colors change dramatically from the other series. The artist was inspired by vivid colors like: yellow, green, blue, but also more serious colors
such as blacks, whites, and silvers and gold. All of the colors are nicely juxtaposed with each other living in a harmonious and vital way.
The broad strokes, accurate and well laid, are moved by a vibration that gives a wise, seductive infinity of shades and reveals a good ability of analysis of both the color and the structural setting.
In the series by the artist Lucia Filippi you can breathe in a passionate process, that reveals a deep experience and devotions.
This journey has attracts us because of the elegant aesthetics, the research of technique and the atmosphere of content.

M. Mali, 2012
COLOR Y MATERIA LíDERES ABSOLUTOS EN LA OBRA
La artista Lucía Filippi conduce un trabajo pictórico simbólico totalmente único e innovador donde el color, con un raro impulso espiritual, y junto al movimiento explosivo de la materia, forman una trayectoria autónoma llena de brillante conversación y buen temperamento. La profunda intensidad de la investigación que emerge instantánea en la obra, vive de alma y poesía: su descripción se acompaña de fragmentos, recuerdos, imágenes, signos y formas que transmiten constantemente al observador, múltiples sensaciones y emociones. Es una opera de arte muy comunicativa, capaz de exaltar plenamente el color y la materia, y nace, casi como una necesidad personal de la artista, un conjunto visivo e intimista de lirismo puro. La observación de la naturaleza se convierte en la materia corporal en la obra de Filippi: la memoria, la imaginación, el sol, la tierra, el cielo, se alternan en todas las creaciones con una sensibilidad y experimentación activa con la técnica magistral que destaca y que define un arte informal de prestigio importante. El color, que en la obra determina una armonía de equilibrio de considerable encanto, toma una emoción visual y espontánea con una fuerte personalidad, donde cada elemento descriptivo es fuertemente meditado. Espacio, luz, forma, color y materia se amplian admirablemente en dos series tituladas “Luz” y “Matter”, disfrutando de una animada intensidad y organización del color.
Filippi, artista todavía joven, pero con un dominio exclusivo de la técnica, revela una sensibilidad artística poco común y una constante evolución del lenguaje; su pintura está siempre enfrentada con la fuerza y la construcción de la investigación, donde las combinaciones, bien calibradas, apoyan la libertad de expresión, hecha de una técnica personal absoluta y un ambiente impresionante. La serie “MATTER”, hecha con acrílico sobre lienzo o tabla, llena de diversas intervenciones de estuco, arena, tela, papel metálico, resina y especias, materiales hábilmente manipulados, revela un camino de la creatividad desenfrenada, donde los colores cálidos como el oro, rosa y marrón disfrutan de efectos incisivos y dominan la obra en un ajuste perfecto con sus significados. La artista Filippi con su diseño preciso del sistema se guía por el poder de inventar, por la manipulación de la materia, por el instinto y la libertad de composición para dar vida a una investigación apasionante y rigurosa de esencia artística pura.
La serie “LIGHT”, compuesta de acrílico y resina sobre fórmica, recibe un valor narrativo concreto, donde las apariencias son descubiertas en colores diferentes de la serie “MATTER”: de hecho, el juego de colores cambia, la artista se inspira en tintas amarillas, verdes, azules, pero también negros, blancos plateados, y aquí también encontramos el oro que adorna sus obras. Todos los colores son muy bien yuxtapuestos entre sí, en un estar armonioso y vital.
Los grandes rasgos, precisos y bien planteados son movidos por una vibración que da una infinidad seductora de matices y revelan una buena capacidad de análisis del color y de la exposición de la estructura. Se respira en las obras de la artista Lucía Filippi un proceso apasionado, profundamente experimentado y comprometido, y nos sentimos atraídos por el elegante sentido de la estética, la búsqueda de la técnica y de la atmósfera de contenido.


Resy Amaglio, 2011
OPERE 2008 – 2011
L’approccio di Lucia Filippi all’arte matura in anni recenti, radicandosi in una spinta istintuale profonda, eterodossa rispetto alla sua specifica formazione culturale e che si collega piuttosto ad episodi di pratica pittorica dell’adolescenza.
La sua non è una scelta di semplice passatempo, poiché alla pittura si dedica con notevole energia e con un impegno rinnovato di opera in opera; diventa pittrice per diletto in senso non convenzionale, dando forma visiva a una sorta di passione carsica per il bello, fondata soprattutto sull’innata predilezione per la natura, sia esuberante e policroma nelle stagioni di luce prorompente che immersa nell’algido chiarore invernale, ma in sintonia con la sua sensibilità.
Lucia Filippi è autodidatta, dotata di un estro spontaneo, di buona manualità e di una libera predisposizione a sperimentare ogni strumento idoneo a costruire la sua espressività senza condizionamenti di scuola o maniera. Ne consegue una certa discontinuità nell’evoluzione del suo operato, dove non mancano citazioni derivanti da una conoscenza prevalentemente intuitiva dell’arte contemporanea, non disgiunte tuttavia da notazioni che nel tempo si fanno più definite e personali: il tutto sorretto dal filo conduttore di una personalità forte e da un’emotività rielaborata con apprezzabile limpidezza.
L’apporto psicologico rappresenta un fattore rilevante nel percorso di questa autrice: la quale vive la pittura come un cimento, intenzionata a dire se stessa in tutta sincerità, per il non facile tramite della ricerca sui mezzi, noti o sconosciuti, suscettibili di trasformarsi in espressione artistica, accettandone l’alea non meno che le risposte soddisfacenti.
L’esordio è costituito da un dipinto di tipo informale giocato sull’alternanza di brevi pennellate di pochi colori sul fondo bianco e con un intervento materico contenuto. Questa prima esperienza la spinge ad orientarsi verso creazioni più complesse e meglio caratterizzate. Sono le opere dove si viene sviluppando un’insistita attenzione per materiali diversi, eterogenei e inusuali: lembi di stoffa o carta metallizzata, sabbie, stucco, ritagli di giornale, accorpati dalle resine e dal colore e articolati in nuclei tridimensionali. Permane il bianco puro di fondo, interrotto da mutevoli tracce cromatiche; l’impressione è di pittura in movimento, simile a un brano musicale dai ritmi serrati.
Alcuni quadri hanno dimensioni ampie, fatto che contribuisce a dare respiro ai differenti pesi della composizione: il candore di base, gli impasti esaltati da tocchi di vernice e di polvere d’oro, sui quali sembrano sciogliersi i nodi della tridimensionalità, provano l’esplicarsi deciso di intuizioni vivaci.
E’ il momento di Rondini, 2008, struttura visionaria che invade lo spazio agglutinando forme lucenti in dialogo sincopato con macchie di colore granuloso, tra terra e cielo. Vulcano, 2009, è invece una rappresentazione idealizzata di fuoco e lava rarefatti, visti da grandi distanze e ripresi fluttuanti nell’aria.
Lucia Filippi rivela un’innata abilità nel cogliere gli slanci emotivi. Non sempre ne frena gli eccessi o le disarmonie, né intende risparmiarsi quesiti o dubbi, mentre approfondisce il costante rapporto con la materia, di qualunque natura essa sia, nell’intento di coordinare un lessico personale capace di riflettere le variegate istanze che innervano il suo fare; è il caso delle sperimentazioni con sostanze quali il riso fermentato o la polvere di cacao e zafferano, alla ricerca di effetti naturalistici e cromatici insieme.
Spazio animato, 2009, Leone, 2010, mostrano il sopraggiungere di una idea di pittura meno impulsiva. Al di là di quanto utilizzato per realizzarlo, il discorso volge ora alla semplificazione degli assetti composivi, controllando l’impellenza del gesto, governato qui da una sintassi attenta al segno e a dettagli memoriali, come la lunga traccia rossa che attraversa verticalmente il dipinto. Il segno si moltiplica poi tra gli sfumati di Cielo Stellato, 2011, nel composito intreccio tra materia e colore,
Una nuova svolta giunge con la duplice scelta, di accrescere la propria gamma cromatica e di enfatizzare le superfici con una maggiore lucentezza.
Inizia così l’ulteriore indagine sulle peculiarità brillanti e luminose di vernici particolari e sull’impiego dell’oro, a sottolineare con accenti preziosi il fluire di tinte fino ad ora sovente trascurate, l’azzurro profondo, il verde, il giallo solare e il nero. Molto importante è nel frattempo la decisione di cambiare il supporto su cui dipingere: abbandonata la tela, l’opzione cade sulla formica, già molto lucida per se stessa e che meglio evidenzia l’effetto-luce generato dalla patina trasparente, specialmente su addensamenti materici di forte spessore.
Appartiene a questo periodo Onde, 2012, corposa stesura in vari toni di blu mossa da un reticolo d’impronte tondeggianti, da cui emerge l’ombra grigia del fondale sabbioso. Il palese richiamo naturalistico si ripete in Prato, 2012, dove il verde nitido screziato di bianco e giallo riporta alla memoria un segmento di campagna assolata. Altrettanto nuove appaiono infine le soluzioni proposte da Luce, 2012, in cui la pittrice proietta, attraverso un sorvegliato lavoro di decantazione del colore e della luce, una deflagrazione stellare di giallo vibrante all’interno di un brandello di cosmo nero lucidissimo.
Onde, Prato e Luce documentano le acquisizioni maturate e i risultati raggiunti da Lucia Filippi in un quadriennio di pittura intensamente vissuta e per ciò stesso talora disomogenea, ma alimentata dal desiderio autentico di rendere visibili e percettibili emozioni e riflessioni genuine.

Resy Amaglio, 2011
WORKS 2008 – 2011
The approach of Lucia Filippi to mature art in recent years is rooted in a deep instinctual drive, unorthodox if compared to its specific cultural background and linked to episodes of pictorial practice of her adolescence.
Her choice is not a simple pastime since she devotes herself to painting with great energy and renewed commitment from work to work; she became a painter for pleasure in an unconventional way, giving visual form to a kind of karst passion for the beauty, based primarily on the innate fondness for nature, both exuberant and polychrome in the seasons of bursting light and surrounded by winter, but always keeping in with her sensitivity.
Lucia Filippi is self-taught, with a spontaneous flair, good manual dexterity and a clear readiness to experiment with any suitable instrument to build her expressiveness without conditions of school or manner. It follows a certain discontinuity in the evolution of her work, with several citations stemming from a predominantly intuitive knowledge of contemporary art, not yet separated from notations that over time become more defined and personal: all supported by the thread of a strong personality and emotionality, reworked with remarkable clarity.
The contribution is a psychologically important factor in the path of this author who lives the painting as an ordeal, willing herself to express in all sincerity, to the difficult search through the media, known or unknown, which may then become artistic expression, accepting randomness no less that satisfactory answers.
The beginning is marked by an informal painting, characterized by the alternation of short strokes of a few colors on the white background and with a limited material content. This first experience pushed her towards more complex and best characterized creations. These are the works where she develops an emphasized attention for different materials, heterogeneous and unusual: strips of fabric or foil, sand, plaster, newspaper clippings, merged resins and color and divided into three-dimensional units. The pure white remains in the background, only interrupted by changing chromatic traces, giving the impression of painting in motion, like a piece of music with a fast pace.
Some paintings are generously dimensioned, what helps to give breath to the different weights of the composition: the basic white, the dough enhanced by touches of paint and gold dust, which seem to melt on the nodes of the three-dimensionality, express the vivid insights.
It’s the time of RONDINI, 2008, a visionary structure that invades the space agglutinating shining forms in a syncopated dialogue with splashes of grainy color, between earth and sky. Vulcano, 2009, is an idealized depiction of rarefied fire and lava, seen from far away and portrayed while floating in the air.
Lucia Filippi reveals an innate ability to capture the emotional outbursts. She does not always contains excesses or disharmony, nor intends sparing questions or concerns, while deepening the constant relationship with the material, whatever its nature, in order to coordinate a personal lexicon capable of reflecting the varied demands innervating her work; It is the case of the experiments with substances such as fermented rice or cocoa powder and saffron, aiming at naturalistic and color effects.
Spazio animato, in 2009, Leone, in 2010, show the birth of a less impulsive inspiration. Beyond what used to achieve it, the discussion now turns to the simplification of the structure, checking the urgency of action, governed by a syntax careful to the sign and memorial details, such as the long red trail running up the painting. The sign then multiplies among the shades of Cielo Stellato, 2011, in the composite interplay between matter and color,
A new twist comes with two choices, to increase her range of colors and emphasize the surfaces with a higher gloss.
Thus the beginning of a further investigation of the bright and luminous peculiarities of paint and the use of gold, to emphasize with precious accents the flow of colors which had been neglected like deep blue, green, yellow sun and the black. Is very important in the meantime the decision to change the media to paint: abandoned the canvas, the option falls on the ant, already very lucid for itself and that best shows the effect generated by the light-transparent coating, especially on clumps of matter thick.
Onde 2012 belongs to this period, 2012, a dense writing in various shades of blue moved by a grid of rounded footprints, which show the gray shadow from the sandy bottom. The obvious naturalistic appeal is repeated in Prato, 2012, where the crisp green mottled white and yellow brings to mind a segment of sunny countryside. Equally new are the solutions of Luce, 2012, in which the artist projects, through a supervised work of color and light settling, a stellar explosion of vibrant yellow inside a piece of shiny black cosmos.
Onde, Prato e Luce witness the acquisitions gained and the results achieved by Lucia Filippi in four years of painting intensely lived and therefore sometimes uneven, but fed with a genuine desire to make visible and perceptible emotions and reflections.

Resy Amaglio, 2011
OBRAS 2008 – 2011
El enfoque de Lucía Filippi en la pintura, madura en los últimos años, se basa en un profundo impulso instintivo, poco ortodoxo en comparación con el contexto cultural y profesional específico y que se une a muchos episodios de la práctica pictórica de la adolescencia.
No es un sencillo pasatiempo, ya que ella se dedica a la pintura con gran energía y con un compromiso renovado de obra en obra; es una artista por placer y de una manera poco convencional, dando forma visual a una especie de pasión por a belleza , basada principalmente en la afición innata por la naturaleza, tanto exuberante y policromada en las temporadas de luz, tan inmersa en el resplandor del invierno, pero todo de acuerdo con su innata sensibilidad.
Lucía Filippi es autodidacta, con un estilo espontáneo, buena destreza manual y una disposición clara para experimentar con cualquier instrumento adecuado para construir su expresividad y sin condiciones de alguna escuela o estilo. De ello se desprende una cierta discontinuidad en la evolución de su obra, con citas provenientes de un conocimiento predominantemente intuitivo del arte contemporáneo, aún no separada de anotaciones que con el tiempo se vuelven más definidas y personales: todo apoyado por el hilo de una fuerte personalidad y emotividad reelaboradas con notable claridad.
El aspecto psicológico es un factor importante en la trayectoria de esta artista: ella vive la pintura como un calvario, obligándose a decir, con toda sinceridad, la difícil búsqueda a través de los medios de comunicación, conocidos o desconocidos, que luego puede convertirse en expresión artística, la aceptación de la aleatoriedad no menos que las respuestas satisfactorias.
El inicio se compone de una pintura informal, asociada en la alternancia de movimientos cortos de unos pocos colores en el fondo blanco y con un contenido único de materia. Esta primera experiencia la empuja a avanzar hacia creaciones más complejas y mejor caracterizadas. Son las obras donde se está desarrollando un enfoque enfatizado en diferentes materiales heterogéneos e inusuales: tiras de tela o papel, arena, yeso, recortes de periódicos, fusionado de resinas y color, todos divididos en núcleos tridimensionales. Queda el fondo blanco puro, interrumpido por el cambio de huellas cromáticas; la impresión de la pintura en movimiento, similar a una pieza musical del ritmo rápido y armonioso.
Algunas pinturas son generosamente de grandes dimensiones, que ayudan a dar aliento a los diferentes pesos de la composición: la masa básica blanca reforzada con toques de pintura y polvo de oro, que parecen derretirse en los nodos de la tridimensionalidad, prueba el conocimiento de ideas intuitivas vívidas.
Es el tiempo de “Golondrinas”, 2008, la estructura visionaria que invade el espacio de forma brillante en el diálogo sincopado con toques de color granulada, entre la tierra y el cielo. “Volcán”, 2009, es una representación idealizada de fuego y lava enrarecida, visto desde lejos, que se reanuda flotando en el aire.
Lucía Filippi revela una habilidad innata para capturar los estallidos emocionales. No siempre frena excesos o falta de armonía, ni tiene la intención de ahorrar preguntas o preocupaciones, mientras profundiza la relación constante con el material, de cualquier naturaleza, a fin de coordinar un léxico personal capaz de reflejar diversas visisitudes que inervan su trabajo; es el caso de los experimentos con sustancias tales como arroz fermentado o cacao en polvo y azafrán, en busca de efectos naturalista y cromático.
“Espacio animado”, 2009, “Leo”, 2010, muestran la llegada de una idea de pintar menos impulsivo. Más allá de lo que se usa para lograrlo, la discusión se centra ahora en la simplificación de las estructuras de composición, el control del impulso del gesto de la acción, que se rige por una sintaxis cuidando aquí de dejar signos y detalles de la memoria, como la larga linea roja que atraviesa verticalmente corriendo por la pintura. El signo luego se multiplica en las esfumaduras de “Cielo estrellado”, 2011, en la interacción entre la materia compuesta y el color.
Un nuevo cambio llega con dos opciones, una que ve aumentar la gama de colores y la otra que hace hincapié en las superficies con un brillo superior.
Inicia así una posterior investigación adicional de la peculariedad de la pintura brillante y luminosa, el uso del oro, acentos preciosos para enfatizar el flujo de colores hasta ahora descuidados, el azul profundo, el verde, el amarillo del sol y el negro. Es muy importante, mientras tanto, la decisión de cambiar los medios de comunicación para la pintura: abandonado el lienzo, la opción recae en la fórmica, ya muy lúcida por sí misma y que mejor muestra el efecto generado por el recubrimiento transparente a la luz, especialmente utiliza concentrados de materia de gran espesor.
Pertenece a este período “Olas”, 2012, densa pintura en varios tonos de azul, movida de una rejilla de huellas redondeadas, que muestran la sombra gris en el fondo arenoso. La apelación naturalista obvia se repite en “Prado”, 2012, donde el nítido color verde jaspeado de amarillo y blanco trae a la mente un segmento de la campiña soleada. Igualmente nuevas son las soluciones propuestas de “Luz”, 2012, en que la artista proyecta, a través de un cuidadoso trabajo, supervisado de color y luz, una explosión estelar de color amarillo vibrante dentro de un trozo de cosmos de color negro brillante.
“Olas”, “Prado” y “Luz” documentan las adquisiciones obtenidas y los resultados alcanzados por Lucía Filippi en cuatro años de pintura intensamente vivida y por lo tanto a veces desigual, pero impulsados por un deseo genuino de hacer visibles las emociones y producir genuinas reflexiones.